UK, aumentare le portate d’aria negli ospedali per ridurre le infezioni.

Università di Leeds propone la VMC locale come  soluzione semplice, a basso costo e consumo che potrebbe ridurre il rischio di infezioni dovute a uno scarso ricambio dell’aria negli ospedali


vmcUna cattiva qualità dell’aria aumenta il rischio di infezioni virali e le strutture ospedaliere vi prestano- o dovrebbero prestarvi- particolare attenzione. Per questo motivo un gruppo di ricerca dell’Università di Leeds, nel Regno Unito, ha effettuato alcune prove sulle portate d’aria in un reparto con circa 30 letti per piano utilizzando gas traccianti per simulare la diffusione di infezioni aeree. I risultati hanno mostrato che, in caso di finestre aperte, la ventilazione è risultata buona- ovvero rispondente agli standard normativi britannici. Ma non si può dire altrettanto dei test effettuati a “edificio sigillato”, una tipica situazione invernale.

STRUTTURE VECCHIE E CON SISTEMI DI AERAZIONE INADEGUATI. “L’edificio in questione- ha riferito il ricercatore Cath Noakes- è molto vecchio, di epoca vittoriana, come la maggiorparte delle strutture ospedaliere britanniche, e per risparmiare energia viene imposto ai dipendenti di tenere il più possibile chiuse porte e finestre.” Un dettame che, unito all’assenza di sistemi di aerazione adeguati, mette a repentaglio la salubrità dei pazienti.

NON RISPETTO DEGLI STANDARD NORMATIVI. Il ministero della Sanità britannico raccomanda che un reparto debba essere ventilato con sei ricambi d’aria all’ora.   “Quando le finestre sono state lasciate aperte in reparto, abbiamo registrato tassi di ventilazione csoddiafcenti”, ripete Carl Gilkeson, un altro ricercatore che ha lavorato al progetto. “Mentre in caso di finestre chiuse, l’esposizione misurata alle infezioni è risultata quattro volte superiore, pari a un tasso di ventilazione di solo 1,5 ricambi d’aria all’ora”. Quanto il problema si complesso lo si comprende la normativa italiana che prevede per le degenze 2 o 3 vol/h (Circolare LLPP n13011/74) o pari a  2 per la Uni 10339  (attualmente in revisione), ma che stando allo studio inglese e alle esigenze del processo sanitario dovrebbero essere superiori.

vmc maicoVMC, SOLUZIONE EFFICACE E LOW-COST.Esplicitato il problema, lo studio propone anche una soluzione economica e di compromesso. La messa a servizio di piccoli aspiratori, simili a un ventilatore dabagno, accanto ad ogni letto,potrebbe essere un buon metodo – spiega Noakes- “per assicurare un livello adeguato di ventilazione in tutto l’anno”. Noakes riconosce la difficoltà di installazione di sistemi per aria primaria nei nosocomi datati di molte città europee. A queste difficoltà  andrebbero associati anche i costi economici per l’installazione ed energetici per il funzionamento. Ecco la proposta di un estrattore localizzato che, potremmo aggiungere, potrebbe essere un sistema monoforo con recupero di calore.

da www.casaeclima.com

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