Rifiuti edili, studio sul recupero dei materiali di demolizione di edifici certificati CasaClima.

Lo studio è stato realizzato da IFEU su incarico dell’Agenzia per l’ambiente della Provincia di Bolzano


sistri rifiutiediliCensire i materiali utilizzati per ottenere la certificazione CasaClima, individuando quelli che ci si può attendere dopo la demolizione per capire quali materiali possono essere avviati direttamente agli impianti di recupero e quali no, e inoltre individuare se gli impianti esistenti sul territorio provinciale sono adeguati al trattamento di questi rifiuti.

È questo l’obiettivo dello studio “Recupero dei materiali di demolizione di CaseClima”, realizzato dall’”Institut für Energie-und Umweltforschung Heidelberg (Ifeu)” su incarico dell’Agenzia per l’ambiente della Provincia autonoma di Bolzano. Finanziato nell’ambito del programma Fesr 2007-2013 competività regionale ed occupazione dell’Unione Europea, lo studio è stato condotto in collaborazione con la ditta Syneco di Bolzano e con la disponibilità dell’Agenzia CasaClima.

Ad oggi in Italia sono stati certificati con il modello CasaClima più di 5.000 edifici(CasaClima oro, A e B). I materiali isolanti utilizzati nella realizzazione di questi edifici possono, però, influire sulla possibilità di recupero e lavorazione dei rifiuti da demolizione. Dal 2000 la Provincia di Bolzano si è dotata del nuovo Piano gestione rifiuti che costituisce la base per il riciclo e il reimpiego dei materiali da demolizione. I rifiuti da demolizione prodotti in territorio altoatesino attualmente arrivano a 900.000 ton/anno, quantitativo totalmente recuperato come nuovi materiali edili; di questo quantitativo dirifiuti edili fra il 5 ed il 10 per cento sono riferiti a CaseClima, ma nel prossimo futuro per l’estensione sempre maggiore di questo modello edilizio di elevato risparmio energetico il trend è in crescita.

I risultati dello studio

Lo studio, che ha trattato anche il tema dei pannelli fotovoltaici e dei collettori solari, punta a creare le basi per garantire un recupero qualitativamente e quantitativamente elevato dei residui provenienti dalla demolizione. Per questo è necessario partire già nella fase di progettazione e selezione dei materiali impiegati. “In futuro nella progettazione di CasaClima non si considereranno solo gli standard energetici ma anche la possibilità di riciclare il materiale proveniente dalla demolizione” sottolinea il direttore dell’Agenzia provinciale per l’ambiente Flavio Ruffini.

Questi i risultati a cui è pervenuto lo studio:

- Lo smaltimento di un materiale da demolizione misto o sporco ha un forte impatto in termini di costo di lavorazione.

- La demolizione selettiva (con separazione della frazione minerale da quella non minerale) ha un ruolo centrale. Decisiva è la relazione tra demolizione selettiva dell’edificio e impianto di trattamento di rifiuti da demolizione.

- Gli impianti di trattamento dei rifiuti da demolizione dovrebbero essere dotati di un separatore leggero (separatore dei materiali leggeri tramite soffiatura o lavaggio).

- E’ particolarmente complesso il recupero presso l’impianto di materiale da demolizione proveniente da edifici ad alta efficienza energetica dove sono stati utilizzati materiali da costruzione compositi quali mattoni riempiti con materiali isolanti. Per questo motivo si dovrebbe evitare di usare questo tipo di materiali (che finora in Alto Adige non sono ancora utilizzati, ma che giungono sempre più sul mercato).

- Buoni risultati si hanno in edifici realizzati con sistema termoisolante a cappotto, dove avviene la separazione dello scheletro dell’edificio e del materiale termoisolante (cappotto) con il semplice utilizzo di una benna selettrice. Altrettanto buoni sono i risultati in edifici realizzati con pareti monolitiche, dove la demolizione produce soltanto materiale minerale o materiale legnoso, e in edifici con struttura a intelaiatura in legno (con demolizione selettiva relativamente semplice e recupero energetico del materiale in inceneritori appositi).

- Proposta per il futuro: redigere schede tecniche, nelle quali sono elencate tutte le informazioni sull’edificio formulate nel momento della progettazione/realizzazione e che sono disponibili durante la demolizione. Aiutano ad individuare le tipologie di materiali minerali e isolanti utilizzati e semplificano la separazione dei materiali durante la demolizione.

Per ora, ha precisato il direttore dell’Agenzia CasaClima Stefano Fattor, tali schede tecniche non sono ancora obbligatorie, ma il trend in atto anche a livello europeo in edilizia impone di non lasciare in eredità il problema.

Adeguare il sistema formativo

Il progettista deve essere consapevole, già nel concepire la casa, delle possibilità di demolizione selettiva. In base allo studio, infatti, come ha riferito Ruffini, si adegua anche l’attuale sistema formativo CasaClima di consulenza.

Due opuscoli

Sono stati preparati due opuscoli (1 “Consigli per la scelta dei materiali edili e termoisolanti e per la realizzazione della costruzione di CaseClima” rivolto a consulenti CasaClima e progettisti / 2 “Consigli per la demolizione di CaseClima e il recupero dei materiali di demolizione” rivolto a imprese di demolizione e recuperatori di materiali di costruzione e demolizione) che forniscono suggerimenti pratici e consigli in merito alla costruzione di CaseClima nonché la scelta di materiali da costruzione isolanti, e istruzioni per una corretta demolizione.

da www.casaeclima.com

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